Vai ai contenuti

L'Autore - Nel nome di mia madre, nel segno della mia fede

Salta menù
Menu
Salta menù
GAETANO LIISTRO – L’AUTORE

CHI SONO

Gaetano Liistro è nato a Siracusa il 13 dicembre 1982, nel giorno dedicato a Santa Lucia, e vive a Floridia. La sua vita è profondamente legata alla fede, alla famiglia e al desiderio di essere vicino alle persone, soprattutto nei momenti di fragilità e sofferenza.
Ha conseguito il diploma di Dirigente di Comunità nel 2005 e successivamente l’attestato di Operatore Socio-Sanitario. Lavora presso uno studio medico-odontoiatrico, dove svolge la propria attività con attenzione, responsabilità e sensibilità verso gli altri.
È Ministro Straordinario della Santa Comunione e collabora attivamente con la Parrocchia Maria Santissima del Carmelo di Floridia. Il servizio ecclesiale rappresenta per lui una parte essenziale della propria vita: un modo concreto per testimoniare la fede, portare conforto e condividere con gli altri la presenza e l’amore di Cristo.
La perdita della madre Anna ha segnato profondamente il suo cammino umano e spirituale. Da quella ferita, mai dimenticata, è nato un lungo percorso fatto di dolore, preghiera, incontri e graduale rinascita. La fede gli ha permesso di non sentirsi solo e di trasformare la sofferenza in una testimonianza di speranza.
Da questo cammino nasce il libro “Nel nome di mia madre, nel segno della mia fede”, un’opera autobiografica dedicata alla memoria della madre e a tutte le persone che attraversano il dolore per la perdita di qualcuno che amano. Attraverso la scrittura, Gaetano desidera offrire una parola di vicinanza e ricordare che, con l’aiuto di Dio, anche dalle ferite più profonde può nascere una luce nuova.
IL MIO CAMMINO DI FEDE E DI SERVIZIO

La fede rappresenta il fondamento della mia vita e la luce che continua a guidare ogni mio passo. Non è soltanto una realtà da professare con le parole, ma un dono da vivere quotidianamente attraverso la preghiera, l’ascolto della Parola di Dio e il servizio verso il prossimo.
Nel corso degli anni ho compreso che il Signore si manifesta spesso nelle persone che incontriamo, soprattutto in quelle che attraversano la malattia, la solitudine, il dolore o un momento di fragilità. Servire significa avvicinarsi con rispetto alla storia dell’altro, offrire ascolto, condividere una parola di conforto e diventare, con semplicità, strumenti della tenerezza di Dio.
Essere Ministro Straordinario della Santa Comunione è per me una grazia, una grande responsabilità e un impegno che cerco di vivere con umiltà. Portare Gesù Eucaristia a chi non può partecipare alla Santa Messa significa entrare in punta di piedi nella sofferenza e nella vita delle persone, condividendo con loro la presenza viva di Cristo.
Ogni volta che porto la Comunione a una persona anziana, ammalata o impossibilitata a recarsi in chiesa, sento di ricevere molto più di quanto riesca a donare. Nei loro sguardi, nelle loro preghiere e nella loro fiducia riconosco il volto di Gesù e comprendo ancora di più il valore dell’Eucaristia, pane di vita, consolazione e speranza.
La collaborazione con la Parrocchia Maria Santissima del Carmelo di Floridia è una parte importante del mio cammino umano e spirituale. Nella comunità parrocchiale ho trovato uno spazio di preghiera, condivisione e crescita, nel quale mettere a disposizione il mio tempo e le mie capacità.
La parrocchia è per me una famiglia nella fede: un luogo nel quale ciascuno, con i propri doni e le proprie fragilità, può sentirsi accolto e chiamato a collaborare. Il servizio non è ricerca di riconoscimento, ma disponibilità silenziosa; non è protagonismo, ma desiderio di essere utile alla comunità e di rispondere con gratitudine alla chiamata ricevuta.
Anche la sofferenza per la perdita di mia madre Anna ha segnato profondamente il mio rapporto con Dio. Nei momenti più difficili, la preghiera e l’Eucaristia sono state per me sostegno, rifugio e forza. Il dolore non è scomparso, ma il Signore mi ha aiutato a portarlo e, lentamente, a trasformarlo in una maggiore sensibilità verso le ferite degli altri.
Il mio desiderio è continuare a camminare nella fede con semplicità, lasciandomi guidare dal Vangelo e cercando di testimoniare l’amore di Cristo attraverso gesti concreti. So di essere una persona con limiti e fragilità, ma confido nella misericordia di Dio, che si serve anche della nostra debolezza per realizzare il bene.
Servire Cristo significa riconoscerlo nel volto di chi soffre, di chi è solo e di chi attende una parola di speranza. È questo il cammino che desidero continuare a percorrere: un cammino fatto di fede, preghiera, Eucaristia, vicinanza e amore.
Torna ai contenuti